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ATLANTE DELL'INFANZIA
(A RISCHIO) IN ITALIA 2025

Senza filtri. Voci di Adolescenze.

L’Atlante di quest’anno è dedicato all’adolescenza, un momento fragile e potente, che può diventare occasione di crescita o di ferita, di fiducia o di abbandono. L’Atlante mette al centro le voci degli e delle adolescenti che abbiamo incontrato nella scrittura e rappresenta una presa di posizione, un modo per dire che ragazzi e ragazze non sono solo il futuro, ma rappresentano il presente, un presente che ha bisogno di ascolto, attenzione e investimento.



Leggi l'atlante

Proprietà artistica e letteraria riservata ©Save the Children
A cura di: Patrizia Luongo e Eleonora Tantaro
Foto di copertina: iStock.com
Pubblicato da Save the Children, Novembre 2025

IO - Le sensazioni









Nell’anno scolastico 2022-2023 oltre 1 alunno su 10 (11,2%) non aveva la cittadinanza italiana: in totale si tratta di 914.860 e si stima che nell’a.s. 2024-2025 gli alunni senza cittadinanza italiana siano il 12,2% del totale.



Oggi gli adolescenti (13-19 anni) in Italia sono poco più di 4 milioni, poco meno di un residente su 15 (il 6,8% della popolazione complessiva), nel 1983 erano poco più di uno su 10(11,6%), oltre 6 milioni e mezzo. In futuro, stando alle previsioni ISTAT, la situazione è destinata a peggiorare: si stima infatti che nel 2050 gli adolescenti saranno meno di 3 milioni, solo il 5,4% del totale.



Nella maggior parte dei casi vivono con i genitori coniugati (il 68,8%), ma poco più di 1 su 5 (il 22,9%) vive con un solo genitore, prevalentemente la madre (nel 18,5% dei casi).



Gli adolescenti in Italia sono pochi anche nel confronto europeo: nella media dell’UE27, i 13-19enni sono il 7,5% della popolazione, in Spagna sono il 7,6%, un punto percentuale in più rispetto a un decennio fa, in Francia sono l’8,8%, in Olanda il 7,9% e in Germania il 6,6%.









“Avete presente cosa significa avere a che fare con un corpo che oggi è diverso da ieri e non sarà come domani?”
Giulia, 16 anni




In un recente studio demoscopico promosso da Con i Bambini, il 65% dei 14-17enni intervistati ha dichiarato che il primo desiderio in assoluto, per il futuro, è di stare bene con il proprio corpo. Il problema, però, nasce quando l’immagine corporea di venta un’ossessione









Quando immagine e perfezione diventano predominanti, a farne le spese è infatti la salute mentale dei ragazzi. Il corpo diventa così lo sfogo di una mente che non sta bene.



“L’ingresso in adolescenza equipaggiati con nuove fattezze può essere difficile da gestire e causare molto dolore, soprattutto se la nuova immagine di sé non soddisfa e sembra deludere anche gli altri”
Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta.



Nel 2024, quasi 910mila adolescenti tra i 15 e i 19 anni riferisce di aver consumato una o più sostanze illegali almeno una volta nella vita e 620mila lo hanno fatto nell’ultimo anno. Il 21% della popolazione studentesca tra i 15 e i 19 anni dichiara di aver consumato almeno una tipologia di farmaco senza prescrizione medica, mentre 290mila ne hanno fatto uso durante l’anno, con una quota molto più alta tra le ragazze (16,3%) che tra i ragazzi (7,5%).



Secondo i dati del Ministero della Salute gli accessi in Pronto Soccorso di minorenni per i disturbi di salute mentale sono stati oltre 64mila nel 2023. A fronte di questa situazione, l’offerta di strutture dedicate alla salute mentale è ancora disomogenea e non organizzata.

ESCO DALL'IO - L'esplorazione

































Tra le esperienze che accomunano la vita quotidiana di tutti gli adolescenti, c’è sicuramente la musica che, per gli adolescenti di oggi, ha come indubbie protagoniste le piattaforme di streaming.



“Voi parlavate di numeri di dischi venduti, noi invece di streaming, il numero di volte che una canzone viene ascoltata, e visualizzazione dei video”
Giorgia, 16 anni

































Tra le tendenze più diffuse tra gli adolescenti c’è proprio quella di modificare la realtà realizzandola attraverso il proprio sguardo musicale, creando playlist dai titoli che iniziano con POV (Point Of View – punto di vista) che indica una tecnica video usata per mostrare una scena attraverso gli occhi di un personaggio specifico. Le playlist che spopolano ancora di più sono quelle create dalla Gen Z con connotati più introspettivi e legati ad emozioni: come “sbalzi d’umore”, “triste e lento”, “speranzoso”, e così via.

































Andare ai concerti, però, diventa sempre più difficile per gli adolescenti, a causa di prezzi sempre più alti.



Più in generale, la fruizione di servizi culturali è molto disomogenea a livello nazionale. Solo un adolescente su due ha visitato mostre o musei, con valori che vanno dal 37,4% della Campania al 67,3% della Provincia Autonoma di Trento.



Al Nord, un adolescente su 4 non è mai andato al cinema nell’ultimo anno e più di 3 su 5 non sono mai andati a teatro.



Oltre che a livello territoriale, la fruizione di servizi culturali cambia anche a seconda del genere e del titolo di studio dei genitori. Ad esempio, il 54% delle ragazze ha visitato mostre o musei, contro il 46,6% dei ragazzi, il 37,6% è andata a teatro, contro il 29,3% dei ragazzi. E, in generale, la quota di adolescenti che ha visitato mostre, siti archeologici o è andato a teatro o a concerti è molto più elevata tra quanti hanno genitori con titolo di studio più alto.





Differenze di genere, poi, emergono anche nell’abitudine alla lettura. Il 53,8% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni hanno abitudine alla lettura nel tempo libero. I lettori e le lettrici che in un anno leggono almeno 3 (lettori medi) o 12 libri (lettori forti) sono meno di uno su 3 tra gli adolescenti (il 29,4%), ma tra le ragazze la percentuale è più elevata di ben 13 punti percentuali.







IO E VOI - Le relazioni





































L’amicizia è la quintessenza dell’adolescenza e i dati mostrano che in Italia, i legami amicali, quando presenti, sono fonte di benessere. Oltre 8 adolescenti su 10, tra i 15 e i 19 anni si ritengono soddisfatti o molto soddisfatti del loro rapporto con gli amici, mentre solo l’1,6% afferma di non essere per nulla soddisfatto.





Il rapporto con i coetanei, però, può fare anche male. Un adolescente su 5, tra i 14 e i 19 anni, ha subito più volte al mese qualche episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione, sia online che offline. Questi fenomeni sono più elevati tra gli studenti stranieri (il 26,8% degli 11-19enni contro il 20,4% dei coetanei italiani).



Lo sport è uno dei fattori che influenza positivamente il benessere degli adolescenti. Un’indagine fra studenti e studentesse delle scuole superiori, infatti, ha dimostrato che tra chi pratica sport con continuità c’è maggiore autostima, minore presenza di disagi psicologici e minore intensità di sentimenti come rabbia, paura e tristezza rispetto a chi non ha mai praticato sport.


Meno di un adolescente su 5 (il 18,1%) non pratica mai attività fisica nel tempo libero, ma i valori sono molto più alti in alcune regioni del Mezzogiorno: in Campania e Calabria, ad esempio, più di un adolescente su 3 non pratica mai sport (rispettivamente il 33,5% e il 35,1%).





La percentuale di adolescenti che pratica sport diminuisce al crescere dell’età, se tra gli 11-14enni 3 su 4 (il 75,6%) pratica sport, tra i 18-19enni la percentuale scende a poco più di 2 su 4 (il 55,7%), e in generale la pratica sportiva è più diffusa tra i ragazzi che tra le ragazze.





La maggior parte degli adolescenti pratica sport per tenersi in forma (il 31,2% tra gli 11-14enni, il 58,3% tra i 15-17enni e il 60,6% tra i 18-19enni) e tra i 18-19enni poco più di uno su 4 (il 26,8%) per migliorare l’aspetto fisico.









“Il futuro dopo la scuola? Spero di trovare la mia strada ma se devo pensare alla situazione generale non ho buone aspettative”,
Francesco, 18 anni




Una ricerca condotta da Save the Children sui 15-16enni italiani (Domani ImPossibili) ha mostrato che quasi tutti i 15-16enni (il 94,2%) aspirano ad avere un lavoro stabile, che permetta loro di guadagnare quanto necessario per garantire i propri bisogni e quelli della propria famiglia (91,5%) e che sia in linea con i propri gusti e interessi (93%). Tuttavia, nel nostro Paese è ancora molto bassa la quota di quanti raggiungono livelli di istruzione elevata (il 31,6% dei 25-34enni ha una laurea, rispetto a una media UE del 44,2%).





Tra i 20-25enni, il tasso di occupazione è del 63,1% e sono ben il 12,8% i giovani che, pur lavorando, sono a rischio povertà. Rispetto a 20 anni fa, la situazione risulta leggermente in peggioramento, non solo sono un po’ meno quelli che lavorano (il tasso di occupazione per i 25-29enni nel 2024 era del 65,3%), ma è più alta, tra quanti lavorano, la percentuale di quelli a rischio povertà.






In Italia, la condizione di povertà o il rischio di povertà ed esclusione sociale colpisce in generale maggiormente i giovani. Più di un adolescente su 5 (il 26,1%) tra gli 11 e i 15 anni è a rischio povertà ed esclusione sociale, condizione che colpisce maggiormente gli adolescenti che vivono nel Mezzogiorno, o i cui genitori hanno titoli di studio più bassi




e quanti crescono in famiglie monogenitoriali con 1 (39,3%) o due o più figli (46%)

NOI - Le scelte, il gruppo































































Viaggiare è uno dei principali desideri degli adolescenti, ma in Italia meno di un giovane su due, tra i 15 e i 24 anni ha passato almeno una notte lontano da casa in gita o in vacanza, a fronte di 7 su 10 a livello europeo. E anche all’interno del nostro Paese non mancano le differenze. Gli adolescenti tra i 12 e i 18 anni che hanno potuto permettersi almeno una vacanza in un anno sono 3 su 5 al Centro e al Nord (il 63%) e poco più di 1 su 5 nel Mezzogiorno (22%).



I giovani hanno anche desiderio di spazio e di partecipazione, ci sono migliaia di adolescenti pronti a dare il proprio contributo e desiderosi di far sentire la propria voce, lo abbiamo visto, ad esempio, nelle manifestazioni contro la crisi climatica o a supporto della popolazione di Gaza.




























Però sono pochi quelli che frequentano organizzazioni giovanili non sportive, poco più di uno su 10 (il 12,6%), un segnale del cambiamento delle forme e dei modi della partecipazione.



I giovani di oggi sono in genere più consapevoli rispetto agli adulti delle violazioni dei diritti umani e ambientali insiti nella produzione di molti beni di consumo, riconoscono meglio i meccanismi sessisti e patriarcali presenti nei media tradizionali o nei discorsi dei politici, ma sono sfiduciati rispetto ai meccanismi decisionali e alla trasparenza delle istituzioni politiche. Eppure, ascoltandoli, non mancano le speranze per il futuro, che i giovani sperano possa essere più inclusivo e giovanile, e fondato su relazioni autentiche.


“Ho speranza che il futuro del mondo sia sicuramente meglio di adesso, più semplice, inclusivo e giovanile”,
Jose – 17 anni



“Quando penso al futuro, immagino due cose: speranza e responsabilità. Il mio futuro lo vedo pieno di possibilità, sogni da realizzare, viaggi da fare, cose nuove da imparare”
Gianluca, 19 anni



“Credo e spero che sia il mio futuro personale che quello del mondo vadano al meglio, con continue evoluzioni e scoperte per migliorare le cose, più empatia anche verso una cura della terra e maggiori relazioni autentiche tra di noi.”
Laila, 15 anni